Il vin santo

Il vin santo

Con uva di tipo Trebbiano e Malvasia

Parli dei cantucci e spunta il vin santo. In primis, ricordiamo che si tratta di un vino da dessert. Questo vino tradizionale to­scano e umbro è fatto con uva di tipo Treb-biano e Mal­vasia. Spesso si tratta di un vino dolce. Può essere anche prodotto con uve Sangiovese e in questo caso si parla di vinsanto occhio di pernice. Molto spesso viene servito coi cantucci.

Tra­di­zio­nal­mente il vinsanto veniva prodotto raccogliendo i migliori grappoli e quindi appassendoli in modo deciso coricandoli su stuoie o appendendoli a ganci (tradizionalmente le uve venivano stuoiate o appese in periodi di luna calante, o dura, con la convinzione di evitare così che marcissero).

Ad appassimento avvenuto le uve venivano pigiate e il mosto (con o senza vinacce dipendendo dalla tradizione seguita) veniva trasferito in caratelli di legni vari e di dimensione variabile (in genere tra 15 e 50 litri) da cui era stato appena tolto il vinsanto delle produzione precedente. Durante questa operazione si prendeva cura che la feccia della passata produzione non uscisse dal caratello, poiché la si credeva responsabile della buona riuscita del vinsanto stesso, tanto da chiamarla madre del vinsanto. Moltissimi produttori, attualmente, aggiungono una mi­nima quantità di madre proprio per riprodurre il sentore tradizionale.

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